Sistemi di moneta stabile

IMG_20140710_194317-465x620Sul pianeta ci sono una serie di problemi di svalutazione o di deflazione, il cui risultato peggiore non è certo scrivere i prezzi a matita in Argentina come vedete nella foto accanto. I governi, per esempio quello argentino, implementano delle misure politiche per evitare questa svalutazione, come per esempio vietare il cambio col dollaro, ma questo non fa altro che renderne illegale il mercato, rendendo evidente il primato monetario su quello governativo.

O casi come l’Equador, dove hanno deciso di utilizzare dollari statunitensi perchè incapaci di gestire una loro moneta (perdeva anche la metà del valore per anno prima dell’abbandono).

È interessante notare come ci siano al contempo molti esperimenti in campo monetario, almeno dal punto di vista tecnico a partire proprio dall’Ecuador, che anche avendo vietato il Bitcoin, sta per realizzare la prima valuta digitale assicurata dallo stato che diventerà operativa da questo dicembre. Anche le filippine sembrano avere una certa fretta a digitalizzare la loro valuta. E il Peru, un po goffo in fondo, si appresta a seguirli per metà 2015 con un sistema basato sulla rete telefonica e le SIM. Nel frattempo in nazioni come il Venezuela avvengono veri e propri esodi monetari, resi possibili da Internet.

Tuttavia a fronte di questi goffi tentativi centralizzati avvengono veri e propri esperimenti profondi e aperti, eseguiti volontariamente.

Qui faccio una sintesi delle tre idee, una delle quali già accennata, che cercano di risolvere il problema della stabilità. 

  • Allora la prima è Hayek Money rivisto da Ametrano. Fondamentalmente è la stessa idea che ho spiegato precedentemente ma con la diversità che cambia la quantità di moneta di ogni portafoglio invece che la quantità di moneta convertibile.

In pratica il sistema per definire il cambio rimane lo stesso ma il risultato è che cambia, in funzione di questo cambio, la quantità di coin disponibili in ogni portafoglio, vale a dire se il valore di cambio raddoppia si dimezzano le monete in ogni portafoglio. Io non credo che questo possa funzionare in quanto se le condizioni che hanno fatto modificare il prezzo rimangono le stesse si ripropongono dopo aver modificato la quantità di coin su ogni coin innescando un loop.

  • La seconda è il BitAsset, che è una delle applicazioni di BitShares, precisamente di BitShare X, e funziona in maniera simile a quello che avevo pensato nel primo articolo, ci potranno essere in futuro infiniti BitAsset (BitGold, Bit1GBRAM, ecc) prendiamo come esempio il BitUSD. In questo meccanismo però non c’è un incentivo diretto per avvicinarsi al prezzo.

Ma il prezzo di cambio si forma come accordo tra due parti che scommetto in due direzioni opposte sul dollaro rispetto ai BTSX, la cui condizione è appunto accordarsi sul prezzo di partenza, ovvero il prezzo attuale in cui avviene la scommessa. Comprano BitUSD per/da BTSX proprio perchè vogliono avere una moneta stabile, o perchè prevedono una caduta/salita di valore del BTSX rispetto al BitUSD. Questo meccanismo mette in evidenza un problema che non avevo pensato, e che forse non esiste per masse abbastanza grandi, ma certamente è molto grave all’inizio. Ovvero che i cambi di prezzo di un asset rispetto all’altro potrebbero rendere un bene non completamente convertibile nell’altro.

Bisogna pensare che questi BitUSD vengono creati nello stesso modo in cui oggi si crea nuova moneta fiat, ovvero come “cambiale” di un bene che la banca ipoteca.

Ma mentre (per il caso della moneta fiat) chi concede un prestito lo fa con l’interesse di ricavarne un profitto qui il “prestito” o meglio il contratto si genera semplicemente perchè una parte vuole più BTSX e una parte ne vuole meno. Quindi una parte prevede che il valore di BTSX salirà e l’altra che scenderà. Questa seconda parte, che vuole meno BTSX, ottiene un “buono di deposito” – per così dire – ma in realtà si chiama semplicemente CFD ovvero appunto il BitUSD. Ora con un esempio chiarisco: A vuole BitUSD (perchè vuole stabilità e/o crede che il BTSX scenderà di valore rispetto al dollaro) e B vuole BTSX (perchè prevede un apprezzamento), a questo punto i due si accordano sul valore del BTSX/BitUSD – senza questo accordo lo scambio non può iniziare – a questo punto A deposita nel conto di B i BTSX e A riceverà in cambio il corrispettivo – secondo il cambio precendentemente deciso – in BitUSD. A questo punto sul conto di B verranno “congelati” in automatico i BTSX ricevuti da A più la stessa quantità di B; questo per assicurarsi che i BitUSD siano sempre coperti. Infatti avranno una “riserva frazionaria” del 200%.

A questo punto sia i BitUSD sia i BTSX sono liberamente scambiabili, e il “banchiere” (B) che ha prestato i BitUSD (e ha preso in presito i BTSX) potrà in ogni momento richiederli indietro per i corrispettivi BTSX, e non necessariamente alla stessa persona se ne esiste un’altra disposta ad aprire il contratto.

Inoltre è previsto in automatico una margin call per B, nel caso in cui il BTSX dovesse perdere il 50% del valore, e per incentivare la chiusura “volontaria” delle posizioni out of margin la posizione viene automaticamente chiusa per un deprezzamento del BTSX su BitUSD del 95% invece che del 100% che è la compertura massima.

  • Nu è il primo sistema di moneta politica. E’ diviso in due sottisistemi, una parte di share, di numero stabilito chiamate NuShares. E un sistema che è costruito per essere stabile e assolvere la funzione di moneta, NuBits.

E’ un sistema politico perchè di fatto le dinamiche sono le stesse di quelle di una banca centrale ed è anche stabilito un sistema per votare approposito di mozioni generali, che non riguardano direttamente parametri del sistema monetario che invece sono: 1. l’interesse sui NuBits parcheggiati e 2. la quantità di nuovi NuBits. I nubits funzionano con un delegated proof of stake ovvero ci sono dei sorta di banchieri chiamati “Custodian” che devono investire i nuovi NuBits generati in modo che questo sia stabile, e per implementare l’infrastruttura. Questi Custorian sono delegati attraverso un sistema di voto implementato nel protocollo.

Il sistema deve fare in modo che il cambio rimanga stabile per esempio a un dollaro (ma si possono creare sottosistemi anche per altre valute), dunque deve impedire sia che salga che scenda. Per la salita lo si fa in maniera attiva, semplicemente creando un sell wall di NuBits esattamente a un dollaro, di questo si occuperanno i “Custodian” per delega. Tutti i nodi infatti hanno costantemente sotto controllo l’offerta di NuBits (tramite un sistema p2p integrato che diffonde questa informazione) e possono decidere di concedere altri grant, che non sono altro che nuovi NuBits che si decide di generare.

Ovviamente non avendo il controllo del dollaro si dovrà creare un sistema indiretto per creare un muro di compera sul dollaro: questo si esegue in maniera di incentivo a comprare NuBits. Ogni volta che il cambio scende sotto il dollaro, ovvero che si manifesta un interesse a vendere NuBits troppo elevato si vota in maniera da alzare l’interesse di rendimento sul “Parking”.

Il “Parking” molto semplicemente è un sistema con il quale si ottiene una ricompensa – stabilita tramite votazione – sul tempo su cui si bloccano (tramite un codice che li rende inspendibili nella OP_RETURN) i NuBits, in questo mondo allo stesso tempo, diminuendone la quantità in circolazione (e quindi, secondo il ragionamento che propone il paper, facendo salire il valore) e inoltre, appunto, rendendoli più “fertili” come interessi.

C’è inoltre un ultimo fatto fondamentale: i possessori di NuShares non vengono remunerati in NuBits, ma in Peercoin, evidentemente dunque i “Custodian” dovranno precendentemente acquistarli vendendo NuBits per dollari, e poi acquistando Peercoin per dollari, o direttamente vendendoli per Peercoin.

nu-process-map-v0.3

Sistemi privati (approccio centralizzato e basato anche sulla legge dei tribunali, aggiunti per completezza): 

  • Realcoin, sistema in cui si fa corrispondere per ogni dollaro versato all’organizzazione un Realcoin per l’appunto, è molto probabile che questo sistema, non ancora aperto al pubblico, si baserà sulla colorazione di bitcoin e non avrà una propria blockchain, il sistema è ideato da Brock Pierce direttore della Bitcoin Foundation e fondatore di GoCoin, un merchant per cryptovalute. Il progetto si è attualmente evoluto in Tether.
  • Tetra, una moneta analoga a quella descritta ideata da due italiani della startup Cryptodeer, sarà un sistema di blockchain completamente ripensato dove non sarà necessario il mining, le transazioni avverranno nello stesso modo che sulla blockchain Bitcoin ma non essendoci la nonce – che rende artificialmente difficile il mining in funzione della potenza del network proprio per assicurare un rilascio di nuovi bitcoin prestabilito nel tempo – le transazioni saranno gratuite e pressoché istantanee, infatti i Tetra sono virtualmente infiniti, vengono generati come token e assegnati come corrispettivo per ogni loro compera. Il progetto ha vinto un premio in denaro alla conferenza Smartmoney.
  • Bitreserve, sistema analogo ai due precendeti, ma tutto il processo avviene a monte, ideato e finanziato da Halsey Minor già fondatore del network mediatico CNET.
  • Coinapult Locks, perfettamente identico a Bitreserve.

I sistemi sono tanti, ma una cosa è certa, il futuro monetario sarà sempre più interessante.